Oggi 6 Novembre ho iniziato una nuova esperienza di lavoro nell' Ospedale di Rieti nei reparti di Radoterapia ed Oncologia. Ambienti nuovi ,nuovi interlocutori sono sempre di stimolo positivo per adattarsi ai cambiamenti.Questa volta però c'è qualcosa in più rispetto analoghe situazioni passate: c'è la Musica.Entrato nel reparto di radioterapia la prima cosa che mi è saltata agli occhi è stato un pianoforte mezza coda bianco, non nascondo di essermi un pò sorpreso perchè mai mi era capitato ma pensai :" se cè uno strumento c'è musica e questo non può che essere un bene".La sola vista dello strumento mi aveva messo a mio agio in un ambiente a me ancora sconosciuto. La positività da me percepita sicuramente l'avvertono anche i pazienti.Solo dopo ho saputo che si tenevano dei concerti in reparto. I colloqui seguiti con la dssa Mangiacotti,la dssa Fares,la dssa Maglio,il dr Santarelli ,la loro amabilità ,mi hanno hanno fatto capire l'amore che mettono nel loro lavoro ,anche attraverso le note, di conseguenza, il contributo che dovrò io dare loro . In mezzo a tanta sofferenza ,questo reparto ha introdotto la Musica come sorgente di vita ,come speranza, come aiuto concreto al paziente. La necessità di trovare ogni via per essere vicino alla persona che soffre, nascono sicuramente prima che dal medico , dal cuore della persona in modo profondamente sincero. Chi opera con amore lo trasmette e chi lo riceve non può che giovarsene. Il mio articolo "Sensazioni " aiuta a comprendere perchè ammiro questo modo di lavorare, infatti della Musica scrivo : "..è un istinto che abbiamo dentro senza saperlo ,è una forza che interviene nella nostra vita,in grado di orientarci al meglio..di far emergere le nostre passioni...Chi crede si sente più vicino a Dio....quale forza appartiene a poche linee melodiche..? "Chi non cerca di reagire con forza al male ,di attingere a tutte le proprie energie per lottare? La Musica può quindi dare un suo contributo per tirare fuori proprio quelle energie. Un pensiero va a mio padre morto per un tumore alle corde vocali che con tutte le sue forze ha cercato di rimanere attaccato alla vita.Per tanti che come lui non ce l'hanno fatta tanti altri ce la faranno anche con l'aiuto di una nota musicale.
Giuseppe Burrini
CONCERTO PER CLAVICEMBALO BWV 1052 J.S.BACH
building a harpsichord
in fase di creazione
venerdì 14 novembre 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)