building a harpsichord
in fase di creazione
martedì 6 ottobre 2009
Costruzione di un clavicembalo Italiano
Prossimamente inizierò a descrivere la storia che mi ha avvicinato alla liuteria e il mio lavoro di apprendista liutaio amatoriale ( vedi "I miei lavori" )
venerdì 14 novembre 2008
Musica e Terapia
Oggi 6 Novembre ho iniziato una nuova esperienza di lavoro nell' Ospedale di Rieti nei reparti di Radoterapia ed Oncologia. Ambienti nuovi ,nuovi interlocutori sono sempre di stimolo positivo per adattarsi ai cambiamenti.Questa volta però c'è qualcosa in più rispetto analoghe situazioni passate: c'è la Musica.Entrato nel reparto di radioterapia la prima cosa che mi è saltata agli occhi è stato un pianoforte mezza coda bianco, non nascondo di essermi un pò sorpreso perchè mai mi era capitato ma pensai :" se cè uno strumento c'è musica e questo non può che essere un bene".La sola vista dello strumento mi aveva messo a mio agio in un ambiente a me ancora sconosciuto. La positività da me percepita sicuramente l'avvertono anche i pazienti.Solo dopo ho saputo che si tenevano dei concerti in reparto. I colloqui seguiti con la dssa Mangiacotti,la dssa Fares,la dssa Maglio,il dr Santarelli ,la loro amabilità ,mi hanno hanno fatto capire l'amore che mettono nel loro lavoro ,anche attraverso le note, di conseguenza, il contributo che dovrò io dare loro . In mezzo a tanta sofferenza ,questo reparto ha introdotto la Musica come sorgente di vita ,come speranza, come aiuto concreto al paziente. La necessità di trovare ogni via per essere vicino alla persona che soffre, nascono sicuramente prima che dal medico , dal cuore della persona in modo profondamente sincero. Chi opera con amore lo trasmette e chi lo riceve non può che giovarsene. Il mio articolo "Sensazioni " aiuta a comprendere perchè ammiro questo modo di lavorare, infatti della Musica scrivo : "..è un istinto che abbiamo dentro senza saperlo ,è una forza che interviene nella nostra vita,in grado di orientarci al meglio..di far emergere le nostre passioni...Chi crede si sente più vicino a Dio....quale forza appartiene a poche linee melodiche..? "Chi non cerca di reagire con forza al male ,di attingere a tutte le proprie energie per lottare? La Musica può quindi dare un suo contributo per tirare fuori proprio quelle energie. Un pensiero va a mio padre morto per un tumore alle corde vocali che con tutte le sue forze ha cercato di rimanere attaccato alla vita.Per tanti che come lui non ce l'hanno fatta tanti altri ce la faranno anche con l'aiuto di una nota musicale.
Giuseppe Burrini
CONCERTO PER CLAVICEMBALO BWV 1052 J.S.BACH
Giuseppe Burrini
CONCERTO PER CLAVICEMBALO BWV 1052 J.S.BACH
domenica 7 settembre 2008
martedì 10 giugno 2008
Flauto dolce,notizie storiche.
Il flauto dolce si può definire il più antico strumento a fiato costruito dall'uomo .Esistono reperti preistorici di osso risalenti a 80000 anni fa.Da allora ,per millenni ,non ha mai smesso di essere un elemento fondamentale della vita quale strumento di culto,di cerimonia,di svago. Nella musica colta troviamo il flauto dritto a partire dal XII secolo ca. con caratteristiche simili alle forme attuali cioè il foro posteriore per il pollice e sei o sette fori anteriori.La tecnica costruttiva era ancora primitiva e grossolana e solo nel 1400 verranno costruiti strumenti perfezionati anche in differenti tonalità. Il flauto dolce Rinascimentale aveva un tubo di risonanza cilindrico che vincolava l'estensione ad una ottava e mezza con suoni molto intensi nelle note gravi; venne impiegato ,insieme ad altre famiglie di strumenti nell'esecuzione della polifonia strumentale che raggiunse il suo massimo splendore con la Scuola Veneziana e vede in Andrea e Giovanni Gabrieli i massimi rappresentanti. Nel periodo barocco successivo viene affermandosi maggiormente un nuovo stile monodico prima vocale e poi anche strumentale che esalta le tendenze solistiche rimaste fino ad allora in ombra a vantaggio della polifonia vocale.Il flauto dolce Contralto fu quello maggiormente rispondente all'esaltazione del virtuosismo e raggiunse il suo apice di perfezione costruttiva con i fratelli Hotteterre. Lo strumento cambiò la suo canale di risonanza da cilindrico a conico che, se da una parte perse intensità nelle note gravi dall'altra aumentò l' estensione di più di due ottave.La maggiore dinamicità permetteva l'esecuzione de semitoni cromatici con più facilità ed intonazione .
Grandi maestri come Vivaldi,Scarlatti, Torelli, Bach, Handel, Telemann,Corelli e altri hanno scritto numerose composizioni per flauto dolce esaltandone le caratteristiche.Verso la fine del 1700 lo strumento inizia il suo declino perché per la musica del periodo preclassico esso non possedeva abbastanza espressività ,l'estensione era limitata e le tonalità impiegate rendevano l'esecuzione troppo difficile.
Nelle orchestre,dagli organici più ampi,il flauto dolce è completamente soppiantato dal fl.traverso e rimane dimenticato fino al 1900 circa.
Rivalutazione filologica
La fermentazione creativa seguita al Romanticismo ha favorito una rivalutazione storica degli autori del passato senza che venisse posta però la giusta attenzione alla vera ricostruzione filologica della prassi esecutiva, degli organici o degli strumenti usati.Tutto era impregnato di "Romanticismo". L'inglese Arnold Dolmetsch (1858-1940) fu il primo ha criticare questa prassi dando un notevole impulso alla diffusione del flauto dolce in tutti i paesi anglofoni.Fu però la Germania dopo il 1920 ,attraverso la riforma della musica nella scuola , ha cogliere le enormi potenzialità educative e didattiche fruibili da tutti i ceti sociali vuoi perché lo studio non presentava grandi difficoltà, si prestava ad insegnamenti singoli o collettivi, il costo dello strumento era contenuto.
Le attitudini musicali attraverso la pratica sono facilmente evidenziate permettendo all'individuo di acquisire quelle conoscenze teorico-pratiche anticamera per passare agevolmente anche ad un altro strumento.
Ci sono voluti 30 anni comunque per raggiungere una diffusione a livello europeo in particolare Germania, Svizzera, Belgio ,Olanda ,Scandinavia. Oggi ha da tempo superato questi confini sbarcando in America ed in Giappone.
Bibliografia Herman Moeck- Hortus Musicus
Burrini Giuseppe
Grandi maestri come Vivaldi,Scarlatti, Torelli, Bach, Handel, Telemann,Corelli e altri hanno scritto numerose composizioni per flauto dolce esaltandone le caratteristiche.Verso la fine del 1700 lo strumento inizia il suo declino perché per la musica del periodo preclassico esso non possedeva abbastanza espressività ,l'estensione era limitata e le tonalità impiegate rendevano l'esecuzione troppo difficile.
Nelle orchestre,dagli organici più ampi,il flauto dolce è completamente soppiantato dal fl.traverso e rimane dimenticato fino al 1900 circa.
Rivalutazione filologica
La fermentazione creativa seguita al Romanticismo ha favorito una rivalutazione storica degli autori del passato senza che venisse posta però la giusta attenzione alla vera ricostruzione filologica della prassi esecutiva, degli organici o degli strumenti usati.Tutto era impregnato di "Romanticismo". L'inglese Arnold Dolmetsch (1858-1940) fu il primo ha criticare questa prassi dando un notevole impulso alla diffusione del flauto dolce in tutti i paesi anglofoni.Fu però la Germania dopo il 1920 ,attraverso la riforma della musica nella scuola , ha cogliere le enormi potenzialità educative e didattiche fruibili da tutti i ceti sociali vuoi perché lo studio non presentava grandi difficoltà, si prestava ad insegnamenti singoli o collettivi, il costo dello strumento era contenuto.
Le attitudini musicali attraverso la pratica sono facilmente evidenziate permettendo all'individuo di acquisire quelle conoscenze teorico-pratiche anticamera per passare agevolmente anche ad un altro strumento.
Ci sono voluti 30 anni comunque per raggiungere una diffusione a livello europeo in particolare Germania, Svizzera, Belgio ,Olanda ,Scandinavia. Oggi ha da tempo superato questi confini sbarcando in America ed in Giappone.
Bibliografia Herman Moeck- Hortus Musicus
Burrini Giuseppe
martedì 20 maggio 2008
Partiture in rete
Riprendendo il commento al Post "sensazioni" fatto da Ogug ,che sicuramente è un musicista per come parla di " magico atto umanofisico del suonare " e che parla dei materiali " umanoidi " meravigliosi e pieni di vita, non posso che condividere
pienamente quelle definizioni date della musica e degli strumenti per eseguirla. Questo mi fornisce lo spunto per condividere il lavoro fatto da Giovanni Toffano, che ringrazio,il quale ci da la possibilità di attingere a diverse fonti web per ottenere partiture free spaziando dal periodo medioevale, al rinascimentale , al barocco in formati sia pdf che midi.
Questa non è che una breve mappa di navigazione, avvertendo che questi sono probabilmente solo una piccola parte dei molti siti dedicati alle partiture di musica antica e sono in particolare quelli, dedicati al flauto dolce, che ho trovato attraverso ricerche personali, ma soprattutto grazie alle preziose segnalazioni di amici, conoscenti e frequentatori di mailing list di musica antica.
Partirei quindi proprio dal flauto dolce e dalla pagina www.d4.dion.ne.jp/~schubert/recorder/RecorderEnglish.html#index
dove sono raccolte musiche originali per flauto dolce, o trascrizioni per questo strumento, di alcuni autori del periodo rinascimentale e barocco e pure, ahimè, di compositori dell’Ottocento e del Novecento che poco hanno da spartire con il nostro strumento.
Altro limite di questo sito è che persino le composizioni originali per flauto dolce e altri strumenti, come ad esempio il Quartetto in re minore di Telemann per flauto dolce, due traversi e basso continuo, sono proposte in un discutibile arrangiamento per soli flauti dolci.
Più interessante e sicuramente più completo è il sito
http://icking-music-archive.org/index.html
che presenta un ricco catalogo di autori di tutte le epoche. La grafica è essenziale e non troppo chiara. Se volete saltare l’introduzione (anche in italiano) e le indicazioni sull’uso stesso del sito, dovete selezionare il menù “Sheet Music (scores)” e vi si aprirà l’archivio in ordine alfabetico dei compositori. Se si sceglie il singolo compositore, appare l’elenco dei pezzi in catalogo e per ciascuno di essi i formati disponibile: il classico PDF, i file “Postscript” (un programma affine all’Adobe PDF).
Ampia anche la pagina
www.dlib.indiana.edu/variations/scores/
con partiture “online” di tutti i generi: opera, musica vocale, orchestrale e corale, musica da camera, per pianoforte solo, organo e chitarra. Selezionando, ad esempio, la sezione per orchestra, appare subito il nome di Johann Sebastian Bach con i Concerti Brandeburghesi n. 1, 2 e 5, stampabili nel nella dimensione di una partiturina.
Particolarmente esauriente è inoltre il catalogo della Choral Public Domain Library nel cui sito, alla pagina,
http://www.cpdl.org/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index
si apre un interessante menù le cui prime quattro voci comprendono, nell’ordine, canto gregoriano, musica medievale, rinascimentale e barocca. Da ciascuna di queste sezioni si accede a un catalogo in ordine alfabetico, da cui si può scegliere il compositore preferito; a fianco di ogni autore è indicato il numero dei brani presenti in catalogo. Preziosa è, infine, la possibilità di scaricare le partiture direttamente nel formato Finale. Particolarmente ricca è la voce “Renaissance” con ben 3.487 pezzi; seguono “Baroque” con 1.228, “Chant” (per lo più canto gregoriano) con 146 e, fanalino di coda, “Medieval” con solo 55 brani.
Piccola, ma succosa, la raccolta di musica spagnola rinascimentale che troviamo nel sito del gruppo vocale Solo Voces.
www.solovoces.com/partituras.html
Ci accoglie un bel numero di composizioni del Cancionero de Palacio, sette brani dal Cancionero de Uppsala, e una breve antologia di pezzi vocali in parte rinascimentali, in parte di autori di altre epoche.
Da non perdere, sempre per i cultori di musica rinascimentale il sito di Steve Hendricks
http://sca.uwaterloo.ca/Hendricks/
che contiene le seguenti sezioni: l’integrale delle danze contenute nel trattato Orchesographie di Thoinot Arbeau, armonizzate a quattro voci; Cantigas de Santa Maria (solo quattro in verità); canti di Natale dal Medioevo a quelli tradizionali d’oggi; Consort Music inglese tratta dal Cambridge Consort Books del 1595, da Morley Consort Lessons del 1599, da Rosseter's Lessons for Consort del 1609, da Walsingham Consort Books del 1588; musiche di John Dowland; musica a due e tre voci di autori inglesi del XVI/XVII secolo; danze italiane del Rinascimento da raccolte a stampa (Mainerio, Caroso, Negri, Zanetti e altri); il Llibre Vermell; canzonette e madrigali di Thomas Morley; un’antologia di brani da Terpsichore di Michael Praetorius; arie e danze di vari autori del Rinascimento europeo; Dances and Ballads di Playford, che mi furono tanto utili per suonare con il gruppo di danza rinascimentale di cui parlavo prima; musica per “Royal and Festive Occasions” di vari autori d’epoca rinascimentale; trascrizioni da Il Ballarino di Fabrizio Caroso; trascrizioni a tre e a quattro voci dal Fitzwilliam Virginal book; una decina di brani medievali; 72 brani per bombarde; arie e ballate inglesi del Cinquecento e del primo Seicento; musica tradizionale inglese; 120 brani dall’Holborne Waits Playbook (?); 7 brani di Playford, Guglielmo Ebreo e Giovanni Ambrosio.
Tutte queste musiche, è bene ricordarlo, si trovano esclusivamente nel formato PDF.
Dopo una simile abbuffata di autori del Rinascimento e del primo Seicento è difficile non rimanere un po’ delusi da siti come
www.bh2000.net/score/
dove di antico ci sono solo delle partiture per organo di autori quali Johann Sebastian Bach, Dietrich Buxtehude, Johann Jacob Froberger, Georg Friedrich Händel e Johann Pachelbel, nonché un buon numero di Cantate da chiesa di Johann Sebastian Bach. Pure qui l’unico formato previsto è il PDF e bisogna mettere in conto pure il tempo piuttosto elevato richiesto per il “download”, poiché le partiture hanno una dimensione che va da 1.000kb a oltre 3.000kb.
Ritornando invece al Cinquecento, troviamo un’altra interessante risorsa alla pagina
http://anaigeon.free.fr/
con un assaggio di alcuni dei compositori più celebri di questo periodo. Le relative partiture si possono consultare in formato PDF o in formato “Encore”, che è un altro programma di scrittura musicale alternativo a Finale.
Una discreta scelta di musiche vocali del Cinquecento, sia sacre, sia profane, la troviamo inoltre nel sito del coro da camera Ubi Sunt
www.iespana.es/ubisunt/partituras/partituras.htm
dove le musiche sono ordinate in ordine alfabetico in base al titolo. Il formato per il download è il solito PDF e, in alternativa, il Free Smart Music Viewer, un programma che dovrebbe essere una versione semplificata e gratuita di Finale. Per chi non fosse in possesso di detto programma, come il sottoscritto, c’è la possibilità di scaricarlo gratuitamente dalla rete.
Anche il sito spagnolo
http://frescores.iespana.es/frescores/
dedica ben tre sezioni alla musica antica, rispettivamente medievale, rinascimentale e barocca. Il catalogo, non vastissimo, è ottenibile in vari formati: PDF, midi, Finale, ma non tutti sono disponibili per tutte le musiche.
Per quanto riguarda invece la musica strumentale del XVII e del XVIII secolo, vale la pena dare un’occhiata alle trascrizioni di Johan Tufvesson
www.lysator.liu.se/~tuben/scores/
che si dedica ad alcuni autori meno noti e presenti in altri siti, trascurando, penso volutamente, Johann Sebastian Bach, tanto per fare un esempio. Da notare che qui si può avere l’intera partitura o le singole parti, il tutto nel solito formato PDF. In qualche raro caso è anche presente il formato midi.
Qualcosa, almeno per il Medioevo e per il Seicento (il settore rinascimentale è ancora in preparazione), si trova nel sito francese
http://perso.wanadoo.fr/gbconsult/musique-ancienne/partitions/
dove tuttavia, oltre alle musiche in formato midi, l’alternativa per avere le partiture è possedere il programma Mozart o il programma NoteWorthy Composer, entrambi a me sconosciuti.
Ritornando invece nel settore delle trascrizioni per flauti dolci, più o meno riuscite e lecite, va ricordato il sito di Christian Mondrup
www.saers.com/recorder/mondrup/
dove ci si può sbizzarrire con i Concerti Brandeburghesi di Bach trascritti per 7 o 8 flauti dolci e basso continuo. Si trovano inoltre molti madrigali di Gesualdo da Venosa, madrigali a 5 voci di Mogens Pedersøn, pubblicati a Venezia nel 1608, una discreta selezione da Musae Sioniae di Praetorius e una nutrita presenza di composizioni di Thomas Ravenscroft. I file sono midi e pdf. I siti sono disponibili con link diretto in una sezione dedicata.
Burrini Giuseppe
pienamente quelle definizioni date della musica e degli strumenti per eseguirla. Questo mi fornisce lo spunto per condividere il lavoro fatto da Giovanni Toffano, che ringrazio,il quale ci da la possibilità di attingere a diverse fonti web per ottenere partiture free spaziando dal periodo medioevale, al rinascimentale , al barocco in formati sia pdf che midi.
Questa non è che una breve mappa di navigazione, avvertendo che questi sono probabilmente solo una piccola parte dei molti siti dedicati alle partiture di musica antica e sono in particolare quelli, dedicati al flauto dolce, che ho trovato attraverso ricerche personali, ma soprattutto grazie alle preziose segnalazioni di amici, conoscenti e frequentatori di mailing list di musica antica.
Partirei quindi proprio dal flauto dolce e dalla pagina www.d4.dion.ne.jp/~schubert/recorder/RecorderEnglish.html#index
dove sono raccolte musiche originali per flauto dolce, o trascrizioni per questo strumento, di alcuni autori del periodo rinascimentale e barocco e pure, ahimè, di compositori dell’Ottocento e del Novecento che poco hanno da spartire con il nostro strumento.
Altro limite di questo sito è che persino le composizioni originali per flauto dolce e altri strumenti, come ad esempio il Quartetto in re minore di Telemann per flauto dolce, due traversi e basso continuo, sono proposte in un discutibile arrangiamento per soli flauti dolci.
Più interessante e sicuramente più completo è il sito
http://icking-music-archive.org/index.html
che presenta un ricco catalogo di autori di tutte le epoche. La grafica è essenziale e non troppo chiara. Se volete saltare l’introduzione (anche in italiano) e le indicazioni sull’uso stesso del sito, dovete selezionare il menù “Sheet Music (scores)” e vi si aprirà l’archivio in ordine alfabetico dei compositori. Se si sceglie il singolo compositore, appare l’elenco dei pezzi in catalogo e per ciascuno di essi i formati disponibile: il classico PDF, i file “Postscript” (un programma affine all’Adobe PDF).
Ampia anche la pagina
www.dlib.indiana.edu/variations/scores/
con partiture “online” di tutti i generi: opera, musica vocale, orchestrale e corale, musica da camera, per pianoforte solo, organo e chitarra. Selezionando, ad esempio, la sezione per orchestra, appare subito il nome di Johann Sebastian Bach con i Concerti Brandeburghesi n. 1, 2 e 5, stampabili nel nella dimensione di una partiturina.
Particolarmente esauriente è inoltre il catalogo della Choral Public Domain Library nel cui sito, alla pagina,
http://www.cpdl.org/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index
si apre un interessante menù le cui prime quattro voci comprendono, nell’ordine, canto gregoriano, musica medievale, rinascimentale e barocca. Da ciascuna di queste sezioni si accede a un catalogo in ordine alfabetico, da cui si può scegliere il compositore preferito; a fianco di ogni autore è indicato il numero dei brani presenti in catalogo. Preziosa è, infine, la possibilità di scaricare le partiture direttamente nel formato Finale. Particolarmente ricca è la voce “Renaissance” con ben 3.487 pezzi; seguono “Baroque” con 1.228, “Chant” (per lo più canto gregoriano) con 146 e, fanalino di coda, “Medieval” con solo 55 brani.
Piccola, ma succosa, la raccolta di musica spagnola rinascimentale che troviamo nel sito del gruppo vocale Solo Voces.
www.solovoces.com/partituras.html
Ci accoglie un bel numero di composizioni del Cancionero de Palacio, sette brani dal Cancionero de Uppsala, e una breve antologia di pezzi vocali in parte rinascimentali, in parte di autori di altre epoche.
Da non perdere, sempre per i cultori di musica rinascimentale il sito di Steve Hendricks
http://sca.uwaterloo.ca/Hendricks/
che contiene le seguenti sezioni: l’integrale delle danze contenute nel trattato Orchesographie di Thoinot Arbeau, armonizzate a quattro voci; Cantigas de Santa Maria (solo quattro in verità); canti di Natale dal Medioevo a quelli tradizionali d’oggi; Consort Music inglese tratta dal Cambridge Consort Books del 1595, da Morley Consort Lessons del 1599, da Rosseter's Lessons for Consort del 1609, da Walsingham Consort Books del 1588; musiche di John Dowland; musica a due e tre voci di autori inglesi del XVI/XVII secolo; danze italiane del Rinascimento da raccolte a stampa (Mainerio, Caroso, Negri, Zanetti e altri); il Llibre Vermell; canzonette e madrigali di Thomas Morley; un’antologia di brani da Terpsichore di Michael Praetorius; arie e danze di vari autori del Rinascimento europeo; Dances and Ballads di Playford, che mi furono tanto utili per suonare con il gruppo di danza rinascimentale di cui parlavo prima; musica per “Royal and Festive Occasions” di vari autori d’epoca rinascimentale; trascrizioni da Il Ballarino di Fabrizio Caroso; trascrizioni a tre e a quattro voci dal Fitzwilliam Virginal book; una decina di brani medievali; 72 brani per bombarde; arie e ballate inglesi del Cinquecento e del primo Seicento; musica tradizionale inglese; 120 brani dall’Holborne Waits Playbook (?); 7 brani di Playford, Guglielmo Ebreo e Giovanni Ambrosio.
Tutte queste musiche, è bene ricordarlo, si trovano esclusivamente nel formato PDF.
Dopo una simile abbuffata di autori del Rinascimento e del primo Seicento è difficile non rimanere un po’ delusi da siti come
www.bh2000.net/score/
dove di antico ci sono solo delle partiture per organo di autori quali Johann Sebastian Bach, Dietrich Buxtehude, Johann Jacob Froberger, Georg Friedrich Händel e Johann Pachelbel, nonché un buon numero di Cantate da chiesa di Johann Sebastian Bach. Pure qui l’unico formato previsto è il PDF e bisogna mettere in conto pure il tempo piuttosto elevato richiesto per il “download”, poiché le partiture hanno una dimensione che va da 1.000kb a oltre 3.000kb.
Ritornando invece al Cinquecento, troviamo un’altra interessante risorsa alla pagina
http://anaigeon.free.fr/
con un assaggio di alcuni dei compositori più celebri di questo periodo. Le relative partiture si possono consultare in formato PDF o in formato “Encore”, che è un altro programma di scrittura musicale alternativo a Finale.
Una discreta scelta di musiche vocali del Cinquecento, sia sacre, sia profane, la troviamo inoltre nel sito del coro da camera Ubi Sunt
www.iespana.es/ubisunt/partituras/partituras.htm
dove le musiche sono ordinate in ordine alfabetico in base al titolo. Il formato per il download è il solito PDF e, in alternativa, il Free Smart Music Viewer, un programma che dovrebbe essere una versione semplificata e gratuita di Finale. Per chi non fosse in possesso di detto programma, come il sottoscritto, c’è la possibilità di scaricarlo gratuitamente dalla rete.
Anche il sito spagnolo
http://frescores.iespana.es/frescores/
dedica ben tre sezioni alla musica antica, rispettivamente medievale, rinascimentale e barocca. Il catalogo, non vastissimo, è ottenibile in vari formati: PDF, midi, Finale, ma non tutti sono disponibili per tutte le musiche.
Per quanto riguarda invece la musica strumentale del XVII e del XVIII secolo, vale la pena dare un’occhiata alle trascrizioni di Johan Tufvesson
www.lysator.liu.se/~tuben/scores/
che si dedica ad alcuni autori meno noti e presenti in altri siti, trascurando, penso volutamente, Johann Sebastian Bach, tanto per fare un esempio. Da notare che qui si può avere l’intera partitura o le singole parti, il tutto nel solito formato PDF. In qualche raro caso è anche presente il formato midi.
Qualcosa, almeno per il Medioevo e per il Seicento (il settore rinascimentale è ancora in preparazione), si trova nel sito francese
http://perso.wanadoo.fr/gbconsult/musique-ancienne/partitions/
dove tuttavia, oltre alle musiche in formato midi, l’alternativa per avere le partiture è possedere il programma Mozart o il programma NoteWorthy Composer, entrambi a me sconosciuti.
Ritornando invece nel settore delle trascrizioni per flauti dolci, più o meno riuscite e lecite, va ricordato il sito di Christian Mondrup
www.saers.com/recorder/mondrup/
dove ci si può sbizzarrire con i Concerti Brandeburghesi di Bach trascritti per 7 o 8 flauti dolci e basso continuo. Si trovano inoltre molti madrigali di Gesualdo da Venosa, madrigali a 5 voci di Mogens Pedersøn, pubblicati a Venezia nel 1608, una discreta selezione da Musae Sioniae di Praetorius e una nutrita presenza di composizioni di Thomas Ravenscroft. I file sono midi e pdf. I siti sono disponibili con link diretto in una sezione dedicata.
Burrini Giuseppe
domenica 18 maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
Sensazioni
Troppo spesso la musica viene ridotta ad un asettico ascolto tecnologico dimenticando che la musica è molto di più. E' un istinto che abbiamo dentro senza saperlo, è una forza che interviene nella nostra vita ,in grado di orientarla al meglio, di fornirci un equilibrio psicofisico migliore, tira fuori le nostre capacità creative, non ultimo, è capace di di far emergere le nostre passioni ,i nostri sentimenti. Chi crede si sente più vicino a Dio. Quale forza appartiene a poche note musicali a poche line melodiche che si intersecano fra loro, che si contrappongono, si inseguono, si ascoltano ? L'amore che ho per la musica Barocca e la mia indole mi portano a dire che più di ogni altro genere, essa è riuscita nell'intento ma per fortuna non è l'unica via. I compositori barocchi e i suoi esecutori sono riusciti ad orientare le loro capacità artistiche per rendere palpabili le emozioni umane come l'amore , la gioia,la tristezza ,il dolore come anche , grazia e bellezza.
Non si ascolta mai un pezzo barocco in modo distaccato ma si è sempre coinvolti emotivamente complici i timbri, i colori e le loro sfumature, la morbidezza e all'opposto asprezza dei suoni dei meravigliosi strumenti dell'epoca. Ad oggi non c'è nulla che eguagli il calore del legno di un violino Stradivari, di un traverso barocco o di un clavicembalo, solo per citarne alcuni. Quando esco da un concerto di musica barocca io sono più sereno, sto bene con me stesso e con gli altri, cresce in me una sensazione di benessere che vorrei condividere. Certo la bellezza della musica non è circoscritta a questo periodo che amo particolarmente ,altri hanno per fortuna, le mie stesse sensazioni con altri generi musicali più classici o moderni , l'importante però è rimanerne positivamente contagiati e diffondere quel virus benefico.
Burrini Giuseppe
Non si ascolta mai un pezzo barocco in modo distaccato ma si è sempre coinvolti emotivamente complici i timbri, i colori e le loro sfumature, la morbidezza e all'opposto asprezza dei suoni dei meravigliosi strumenti dell'epoca. Ad oggi non c'è nulla che eguagli il calore del legno di un violino Stradivari, di un traverso barocco o di un clavicembalo, solo per citarne alcuni. Quando esco da un concerto di musica barocca io sono più sereno, sto bene con me stesso e con gli altri, cresce in me una sensazione di benessere che vorrei condividere. Certo la bellezza della musica non è circoscritta a questo periodo che amo particolarmente ,altri hanno per fortuna, le mie stesse sensazioni con altri generi musicali più classici o moderni , l'importante però è rimanerne positivamente contagiati e diffondere quel virus benefico.
Burrini Giuseppe
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